la paura dell’ignoto

Ci sono momenti nella vita in cui la paura dell’ignoto inizia a divorare la coscienza, ci sono attimi in cui pensi di voler scappare, di volerti rifugiare in una storia che non sia la tua, che non sia più solo la tua.

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G-g-giulia

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(C) Giorgia Pallaro / Flickr

E poi c’è Giulia.

Ho parlato di amicizia e nulla ha e può avere senso se non vi parlo di lei. Della bambina che ho conosciuto da bambino e con cui sono cresciuto.

Mi fu presentata una mattina dall’amica di mio nonno. Mio nonno, altra persona straimportante nella mia vita, ma oggi vi parlo di lei. Dell’amica che è troppo amica e con cui non ti sembra giusto pensare di baciarla.

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Parlo di me… parlo di te

The interior of Convent Garden Market, London.
The interior of Convent Garden Market, London. (Photo credit: Wikipedia)

Ci sono lunghe giornate, giornate oziose, giornate pesanti e meno pesanti, ma spesso mi sento un po’ intrappolato in un testo, ma oggi devo provare a venirne fuori.

I personaggi, le storie, i libri. Il mistero più grande è perché la gente non legge.

Il mistero più grande è come farsi conoscere da un lettore e, il mistero più grande, è perché quando qualcuno legge qualcosa di tuo non riesce a trovare il tempo per dirtelo, per dirlo agli altri.

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Una vita di violenza

Galleria Umberto I, Napoli, Italy
Galleria Umberto I, Napoli, Italy (Photo credit: Wikipedia)

Nel romanzo in cui si narra la mia storia ci sono momenti felici, innamoramento, cotte, amicizia, ma sullo sfondo c’è la violenza di una città incontrollata che ti ferisce ogni giorno. Che da sfondo diventa elemento chiave di parte della storia.

Napoli è una città violenta. Di solito nei romanzi viene sempre presentata come una bella città ricca di cultura, di bellezze. Sì, non v’è dubbio che ve ne sono, ma nessuno parla mai della vera Napoli. Nessuno vi dà una visione completa, ci si sofferma sui soliti cliché.

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Un romanzo di sentimenti

Un po così..
Un po così.. (Photo credit: *(Antonio)* – out of mind -)

I romanzi sono sempre fatti di sentimenti, vi pare? Buoni o cattivi, qualcuno riesce a comunicare con il lettore andando al di là del testo scritto, al di là di quelle pagine.

Non è scontato, non è banale e, soprattutto, non è così facile come si pensa. Il lettore non mi conosce, può giudicarmi nelle prima pagine e decidere che tutto sommato Andrea Marini poteva anche buttarsi di sotto e non raccontare la sua storia. A chi voleva rompere l’anima, no?

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