un anno fa nascevo…

(c) Rita M. / flickr
(c) Rita M. / Flickr

Un anno fa nasceva la mia storia, un anno fa nasceva questo blog, un anno fa nasceva “Le parole confondono” per mano del mio autore.

Ma io non nascevo neonato, mi sono trovato direttamente dentro lo storia, lì in bilico sul parapetto del Duomo di Milano che stavo per buttarmi di sotto. In realtà, essendo un personaggio, potrei anche essermi lanciato, chissà.

Fatto sta che avevo 25 anni quando sono nato e poi sono tornato indietro nel tempo, coi ricordi, attraverso le mie parole vi ho presentato Francesco, il mio migliore amico, Giulia, Diego, Claudio, mio nonno e tutti i fatti salienti della mia vita da adolescente napoletano e da ragazzo milanese. Le mie sconvolgenti scoperte e ciò che mi ha segnato. L’adolescenza non è una passeggiata.

Si festeggia, sul blog del mio autore, qui.

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esame, sempre esami e solo esami

Uno
Uno (Photo credit: tizianotoma)

A distanza di circa una settimana si sono conclusi gli scritti degli esami di maturità. Mi sembra ieri quando anche io ero assieme a Giulia, Claudio e Giovanni in questi banchi, agitatissimo, e quando la vista mi si appannò, quando mi alzai, quando la professoressa mi chiese cosa stava accadendo.

E io ero lì, ma allo stesso tempo non c’ero.
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Le parole confondono… il romanzo

Tuscany Cipresses
Tuscany Cipresses (Photo credit: Maarten Van Hoof)

Ecco, il momento magico che tutti attendono. La propria storia prende vita per davvero, attraversa il tempo e arriva al cuore dei lettori. Non per altro, ci arriva per quelli che la leggeranno e se farà l’effetto sperato 🙂 . Ora è disponibile, è giunto quel giorno.

Era tutto pronto da un po’, ma l’ansia da prestazione scatta sempre. Ti fai mille domande: come andrà? mi prenderanno sul serio? piacerà? non succederà un bel nulla?

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Una vera amicia dura per sempre?

Arcobaleno a Rocca di Papa (RM)
Arcobaleno a Rocca di Papa (RM) (Photo credit: Wikipedia)

Ci sono lunghe giornate, giornate oziose, giornate pesanti e meno pesanti, ma spesso mi sento un po’ intrappolato in un testo, ma oggi devo provare a venirne fuori.

Quando penso a come ho conosciuto Francesco lo rivedo lì abbattuto, disarmato, pochi giorni che sono tornato a Napoli per rivedere Giulia, per stale accanto. Tra me e Giulia c’è un rapporto speciale di amicizia.

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G-g-giulia

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(C) Giorgia Pallaro / Flickr

E poi c’è Giulia.

Ho parlato di amicizia e nulla ha e può avere senso se non vi parlo di lei. Della bambina che ho conosciuto da bambino e con cui sono cresciuto.

Mi fu presentata una mattina dall’amica di mio nonno. Mio nonno, altra persona straimportante nella mia vita, ma oggi vi parlo di lei. Dell’amica che è troppo amica e con cui non ti sembra giusto pensare di baciarla.

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Un po’ di sesso…

Mini Auto - Mini Vita / Mini Car - Mini Life
Mini Auto – Mini Vita / Mini Car – Mini Life (Photo credit: OlsenWeb)

… pare non debba mancare. C’è anche quello, anzi, è uno dei temi del romanzo. Sesso e sessualità.

Vita di coppia e semplice fruizione di un bisogno.

Ma nella storia si offre un punto diverso diverso dal mio, una visione completa. La visione mia, di Debora, di Francesco, di Diego…

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Una vita di violenza

Galleria Umberto I, Napoli, Italy
Galleria Umberto I, Napoli, Italy (Photo credit: Wikipedia)

Nel romanzo in cui si narra la mia storia ci sono momenti felici, innamoramento, cotte, amicizia, ma sullo sfondo c’è la violenza di una città incontrollata che ti ferisce ogni giorno. Che da sfondo diventa elemento chiave di parte della storia.

Napoli è una città violenta. Di solito nei romanzi viene sempre presentata come una bella città ricca di cultura, di bellezze. Sì, non v’è dubbio che ve ne sono, ma nessuno parla mai della vera Napoli. Nessuno vi dà una visione completa, ci si sofferma sui soliti cliché.

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Un romanzo di sentimenti

Un po così..
Un po così.. (Photo credit: *(Antonio)* – out of mind -)

I romanzi sono sempre fatti di sentimenti, vi pare? Buoni o cattivi, qualcuno riesce a comunicare con il lettore andando al di là del testo scritto, al di là di quelle pagine.

Non è scontato, non è banale e, soprattutto, non è così facile come si pensa. Il lettore non mi conosce, può giudicarmi nelle prima pagine e decidere che tutto sommato Andrea Marini poteva anche buttarsi di sotto e non raccontare la sua storia. A chi voleva rompere l’anima, no?

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