La luna: vista da lontano

La luna desde Venecia
La luna desde Venecia (Photo credit: Wikipedia)

Stamane leggevo l’articolo “La luna: vista da lontano“. E ho sempre pensato che noi vediamo sempre un solo lato della Luna, uno solo, sempre quello sì.

E ognuno di noi alzando gli occhi al cielo può vederlo, specie di sera, chiaramente se non abbiamo le nubi che ne occludono il guado.

Per mettersi in contatto con le persone e pensare di non essere soli, di non essere troppo lontani, basta guardare in cielo e si vedrà la stessa Luna ovunque si è. Certo, quando ci sono grossi fusi orari tra le città in cui due persone vivono, così distanti, è impossibile vederla nello stesso momento. La Luna di sera ha tutt’altro fascino rispetto a quella che si vede anche in pieno giorno.

Le stelle. Anche le stelle possono essere un punto di contatto.

A volte siamo così distanti gli uni dagli altri mentre ci passiamo accanto che dobbiamo per forza sperare che, guardando in cielo, possiamo tornare a colmare quelle distanze insostenibili che a volte si creano. Distanze e vuoti. L’animo si svuota e il cuore ne soffre. L’amore non crea distanze. Il vuoto, invece, distrugge, mette una sorta di patina davanti la visione di tutto: di un campo di grano o di un grattacielo luminoso, di un tramonto o di un sorriso. Una patina che offusca la vista.

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