Intervista a Giovanni Venturi – parte 2

English: Paul Auster and John Ashbery at the 2...
English: Paul Auster and John Ashbery at the 2010 Brooklyn Book Festival. (Photo credit: Wikipedia)

parte 1

Andrea: Cosa stai leggendo in questo periodo?
Giovanni: Due e-book. Buongiorno Los Angeles di James Frey e Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder. Devo dire che mi hanno preso molto. Li sto leggendo in parallelo. Qualche capitolo di uno e, subito dopo, qualche capitolo dell’altro. Una delle comodità dell’e-book reader è anche questa. Interrompere e in meno di 3 secondi riprendere l’altro testo.

E i libri che consiglieresti?
I classici: Il conte di Montecristo, Anna Karenina, Nanà, tutto Kafka. Consiglierei anche 1984 di George Orwell, Paul Auster con la sua Trilogia di New York, Il giovane Holden di J.D. Salinger. Il signore delle mosche, il più celebre romanzo del Premio Nobel William Golding. Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, unico libro di fantascienza di un autore noto che ho letto.  L’ombra del vento il capolavoro di Zafon (gli altri suoi libri non sono all’altezza di questo). E anche Amara Lakhous coi suoi Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio e Divorzio all’islamica a viale Marconi.

Com’è scrivere un romanzo?
È una bella cosa quando si ha il tempo necessario per riuscire a legare la trama per bene, quando riesci a rendere vivo un personaggio e quando riesci a farlo simpatizzare con il lettore. Che, direi, è una cosa fondamentale per la riuscita di una storia.

È un’operazione semplice?
Direi di no. Scrivere bene non è affatto semplice, non è scontato. Devi far incontrare diverse esigenze. Il tempo libero, la voglia di scrivere e la motivazione. A volte ti chiedi se ne vale la pena quando inizi a pensare di rendelo pubblico, ma è una gran bella esperienza, poi lo sai, anche tu scrivi. Scrivere vuol dir tante cose. Pensare alla trama, motivare la scelta di un argomento, di un luogo, di un personaggio, allestire dei dialoghi efficaci, riscrivere, fare revisione, tagliare, … volendo potrebbe durare all’infinito.

Sì, in effetti è così.
Sì.

continua…

(blog di Giovanni: http://giovanniventuri.com/)

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