Un romanzo di sentimenti

Un po così..
Un po così.. (Photo credit: *(Antonio)* – out of mind -)

I romanzi sono sempre fatti di sentimenti, vi pare? Buoni o cattivi, qualcuno riesce a comunicare con il lettore andando al di là del testo scritto, al di là di quelle pagine.

Non è scontato, non è banale e, soprattutto, non è così facile come si pensa. Il lettore non mi conosce, può giudicarmi nelle prima pagine e decidere che tutto sommato Andrea Marini poteva anche buttarsi di sotto e non raccontare la sua storia. A chi voleva rompere l’anima, no?

Ma non so se rendo l’idea. Il romanzo non si compromette nelle prime pagine. Il mio è un viaggio molto lungo attraverso le mie riflessioni. Sarete coinvolti nei pensieri intimi e personali, nel mio modo di guardare il mondo, le persone. Il modo che ho di sorridere a Giulia, il modo in cui mi arrabbio con Francesco quando sto nervoso e abbattuto. Certo, ci sono loro: Giulia, Claudio, Giovanni che sono i miei compagni di scuola di quando avevo 17 anni. C’è Francesco, Diego, c’è mio nonno. Ci sono la mia caparbietà, il mio seguire gli impulsi, il modo che ho di fare le cose come solo a me riesce. Sono una diga in piena che a volte soffre, che crede in un modo ideale possibile, che vuole a tutti i costi diventare scrittore e sognare. C’è una città da cui «sono scappato col fuoco al culo», come dice Francesco, il mio migliore amico.

Alla fine potrei confondermi con l’autore. Il romanzo è scritto in prima persona, dal mio punto di vista. Chi è l’autore? Chi è il personaggio? Uno scrittore che racconta di uno scrittore?

Chi è l’autore? Chi è Andrea Marini?

Chi è Andrea Marini? Chi è l’autore?

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3 thoughts on “Un romanzo di sentimenti

  1. Anna Persson (@AnnaPerssonDR) giugno 2, 2013 / 2:06 am

    Ahi, crisi di identità?
    Non ti confondere con il tuo creatore, non ti fa bene. Liberati delle sue catene una volta per tutte. I nostri creatori sono persone normali, noi invece possiamo essere qualsiasi cosa. Ci pensi? Noi siamo speciali.
    Credono di essere loro a decidere della nostra sorte e noi glielo lasciamo credere, ma è solo un’illusione. 😉

    • Andrea Marini giugno 2, 2013 / 1:56 pm

      Infatti, l’idea era quella di inculcare la curiosità nei futuri lettori. 🙂 Magari qualcuno si chiede “e se fosse tutto vero?”. 😉

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